ARZULIO PONTERCOLE e la pittura delle ginocchia durante la controriforma

Roberto Mcdonald, docente di storia dell'arte tridentina applicata al “De invocatione, veneratione et reliquis sanctorum et sacris imaginibus”, in questo deliziosissimo saggio mette in evidenza la poco conosciuta cerchia di pittori che contravvennero alle direttive del concilio di Trento concentrandosi esclusivamente sulla pittura delle ginocchia nude.
Arzulio da Pontercole, “ lo maestro de li menischi ”, della cerchia ne fu la personalità di massimo rilievo. Raffinatissimo pittore di ascendenza russo-caravaggesca fu prima priore in un convento gesuita della bassa padana e poi giocatore d'azzardo sulle navi genovesi. Qui, dove per via degli spazi angusti e affollati delle bische i giocatori erano spesso nudi, cominciò la sua passione per le ginocchia e per la pittura.
Una volta sbarcato cominciò a frequentare diverse botteghe , tra le prime quella del controriformato Scipione Pulzone da Gaeta dal quale presto fuggirà per divergenze d'idee, per approdare a quella di Vito Canaccio di Catrocathio detto “vitolammerda”, e lì cominciò la sua fortuna.
Pittora di cicli biblici mirabolanti Arzulio ottenne fama e danaro nonostante talune reticenze di ambiente Romano.
Morì in tarda età dopo il ritorno in convento come suora nell'ordine di San Benedetto. Questa è la sua unica biografia.


ARZULIO PONTERCOLE e la pittura delle ginocchia durante la controriforma
CANGRANDE EDITORE
251 pag. 98.75€

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